PROGETTO GENITORI:
Il progetto genitori, soltanto abbozzato quest’anno per rilevarne le criticità e correggerlo dopo un anno di sperimentazione, prevede le seguenti tappe:
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 I FASE: LA CONOSCENZA:
Accoglienza della famiglia a livello burocratico
Conoscenza della famiglia (storia della migrazione: motivazioni, aspettative, realizzazione concreta, eventuali problemi; struttura della famiglia ed eventuali cambiamenti avvenuti; situazione lavorativa dei genitori e sistemazione dei figli durante l’assenza dei genitori)
Conoscenza teorica dei fondamenti della cultura del Paese d’origine
Colloquio con il mediatore linguistico per valutare le criticità delle migrazioni da quel particolare Paese
Colloquio di conoscenza della situazione del figlio per rendere partecipi i genitori delle motivazioni della scelta della classe in cui inserirlo
Spiegazione della struttura scolastica italiana, della struttura del nostro Istituto e delle prime informazioni necessarie per la frequenza scolastica
Presentazione delle principali strutture di supporto all’immigrazione della zona
II FASE: LA FREQUENZA
Monitoraggio dello studente in funzione di quanto saputo dai genitori
Relazione su aspetti di forza e di debolezza dello studente in relazione a quanto sottolineato dalla famiglia
Programmazione di incontri sistematici con la famiglia, dapprima piuttosto ricorrenti, poi sempre più digradanti (questi incontri concedono alla scuola l’opportunità di controllare le dinamiche della migrazione, sia sull’alunno, che sui genitori, che sulla famiglia nella sua interezza), con la presenza del mediatore linguistico
Possibilità da parte dei genitori di accedere ad uno sportello di sostegno psicologico (vedi progetto di seguito, pg 21), per discutere di problemi relativi alla genitorialità, ma anche di questioni transculturali
Opportunità dei genitori di comunicare alcune problematiche particolarmente rilevanti agli insegnanti, anche con la mediazione della psicologa e se serve del mediatore linguistico, che potrebbero inficiare l’ esito scolastico del figlio.
III FASE: FORMAZIONE DI UNA NUOVA IDENTITA’: la scuola, conoscendo le difficoltà incontrate dai genitori, organizza ogni anno proposte che mirino a: integrare gli adulti in una solida rete di conoscenze, permettere loro di formarsi conoscenze e competenze spendibili nella nostra realtà, aiutarli a capire come affrontare le richieste burocratiche dello Stato Italiano, rimanendo quindi nell’alveo della legalità.
La proposta di un Corso di italiano e informatica per adulti stranieri
L’organizzazione di feste ed eventi scolastici di cui siano partecipi anche i genitori
Continuo raccordo con i diversi ordini di scuola e con gli Enti del territorio per prevenire disagi e derive.

Strategie d’intervento:
Le strategie d’intervento studiate per gli alunni neo arrivati e per le loro famiglie, non appena si presentano e chiedono di essere ammessi nella scuola, tentano di soddisfare le seguenti esigenze:
Accoglienza dei neo arrivati ( assistenza burocratica, informazioni sul territorio e sugli Enti utili, conoscenza delle insegnanti di riferimento, prime informazioni sulla scuola, contatto tempestivo con il mediatore linguistico)
Conoscenza della storia della famiglia e della situazione del bambino per progettare da subito un percorso personale che contenga e aiuti a prevenire, arginare o risolvere eventuali problemi
La scuola si propone come punto di riferimento per la famiglia ( tramite la scuola spesso le famiglie contattano i mediatori linguistici, gli assistenti sociali…)
Progettazione di un percorso didattico che tenga conto della scolarizzazione precedente, se c’è stata.
Presentazione del progetto stranieri alla famiglia


economiascuola.it

IL PROGETTO DEGLI ALUNNI:
Laboratorio di lingua 2
Nel laboratorio di italiano gli alunni stranieri trovano il rispetto dei loro ritmi di apprendimento, una continuità con la storia e l’esperienza scolastica precedente e proposte didattiche calibrate sui bisogni e le competenze di ognuno.
Insegnare l’italiano è un compito delicato e complesso; richiede competenze professionali specifiche, strumenti didattici originali, modalità organizzative flessibili. La nuova lingua, insieme oggetto e mezzo di studio, richiede attenzioni e facilitazioni protratte nel tempo. Se da una parte è fondamentale che tutti gli insegnanti, ciascuno nella propria disciplina, diventino facilitatori d’apprendimento, dall’altra è necessaria la presenza di docenti direttamente responsabili del percorso di apprendimento nella Lingua 2, in grado di elaborare programmazioni individualizzate o per piccolo gruppo, di valutare i progressi o gli impacci, di essere mediatori tra la scuola e le famiglie immigrate, in qualche modo garanti della riuscita dell’inserimento.